18 Aprile 2024

Concetti di base di Diritto Internazionale: diritti umani, stati, trust, trustee, enti extraterritoriali, …, l’autodeterminazione, la holding triade della Cabala, i Superstati

 

© by Stefano – “La Verità Rende Liberi”.

 

Gli Stati e gli stati

Lo Stato è una creazione giuridica per creare delle regolamentazioni all’interno di un territorio amministrato, quindi di un territorio amministrativo.
Tutti pensano sempre che noi viviamo all’interno dello “stato Italia”: questo non è proprio corretto. Noi viviamo sul territorio geografico della nazione Italia e questa è tutta la popolazione, ossia tutti quelli che vivono sul territorio nazionale e tutti questi sono individui (uomini, donne e bambini).

Bisogna notare che nel corso della storia lo Stato è stato fondato su un costrutto sempre più elaborato, dapprima con la monarchia e dopo con la repubblica.

La repubblica è il bene pubblico [lat. res publica = il bene di tutti], cioè quello che appartiene a tutta la nazione e precisamente: la storia, la cultura, l’arte, il cibo, le terre, il turismo, i beni storici, gli immobili storici, le strade; insomma tutto quello che sta sul territorio e pertanto anche i boschi, i prati … Tutto ciò appartiene alla nazione.

Quindi è stato creato questo modello, che si chiama repubblica, attraverso “la sua disposizione da parte della nazione” (cioè la nazione ha disposto e creato la repubblica) — effettivamente la nazione non ha disposto proprio niente, ma è stata l’élite che attraverso inganni ha disposto al posto della nazione — per fare in modo che, in teoria, tutto ciò che sta in essa appartiene in maniera uniforme (quindi non di più e non di meno) ad ognuno di noi. Attraverso la repubblica poi c’è l’amministrazione e così poi si insinua lo Stato. Come?

Lo Stato dovrebbe promuovere e portare avanti quello che è stato scritto e sancito dai padri fondatori, cioè dai padri costituenti, attraverso la Costituzione della Repubblica, che è l’insieme di tutti quegli articoli che sanciscono come deve essere amministrata la cosa pubblica, cioè il bene pubblico (res publica).

Il problema è che per varie ragioni lo stato Italia fin dall’inizio non ha mai portato avanti correttamente quello che è scritto nella Costituzione. Come mai?

Lo “stato profondo” (deep state) inizia ad avviare un aggiornamento nella gestione del mondo occidentale (e poi non solo) attraverso le cosiddette corporazioni (ossia delle società) o trust company: si tratta di organizzazioni che vengono create a partire dal medioevo con lo scopo di preservare lo svolgimento della loro economia, in particolare nei settori della produzione e del commercio.

Le corporazioni vengono tuttora formate attraverso le massonerie di tutto il mondo sotto forma di organizzazioni presentate con la scusa di benefici umanitari, ma praticamente con lo scopo di difendere e portare avanti i propri interessi e le proprie ideologie a sfondo più o meno manifestamente esoterico.

Comunque si può dire che la creazione delle corporazioni fa parte della strategia della Cabala aschenazita per arrivare al suo Nuovo Ordine Mondiale.

La legge dell’ammiragliato

La legge dell’ammiragliato (o Diritto marittimo) è un corpo di leggi che disciplina le questioni nautiche e le controversie marittime tra individui. Si tratta di un sistema legislativo, praticamente sconosciuto dalla maggior parte delle persone, visto che non solo viene applicato per trattare questioni di pirateria marittima, ma anche per preservare tutte le corporazioni mondiali della Cabala.
Tale sistema di leggi è considerato come “la legge del possesso” per antonomasia, in quanto stabilisce che tutto ciò che si trova “in mare” diventa proprietà di chi lo abbia trovato, cosa molto comune in un pianeta dominato dalle acque. Per lo stesso principio, tutto ciò che si trova sul territorio di ciascuna corporazione diventa entità di proprietà della corporazione, ed è solo ad essa che deve rispondere, ovvero alla volontà della stessa cabala.

Una delle caratteristiche della legge dell’ammiragliato (che domina le istituzioni degli Stati, tra cui i tribunali) sono le frange dorate sulle “bandiere diplomatiche”: sia nei tribunali, sia dietro ogni presidente o primo ministro, infatti, si vedono sempre le bandiere con queste frange, che sono il segno distintivo della legge marittima.

La bandiera con le frange dorate sta proprio a significare che lo Stato amministra la Repubblica secondo la legge della corporazione globale.
Tutto questo, che è secondo il linguaggio della corporazione, è sconosciuto non solo all’uomo comune della strada ma perfino a parte della magistratura, sia italiana che internazionale.
Non sono eccezioni quando Donald Trump, colui che ha smantellato la corporazione Washington D.C. (la scritta D.C. non esiste più sulle mappe), spesso si sia fatto fotografare mentre abbracciava a bandiere senza frange!

Perfino le truppe degli Stati, come ad esempio quelle dello stato italiano e quelle statunitensi, hanno la frangia dorata attorno alla bandiera delle loro uniformi, cosa che sta ad indicare che gli eserciti sono anch’essi di proprietà delle corporazioni, anche se moltissimi ufficiali non lo sanno.

Non è cosa strana il poter ammirare le bandiere con le frange dorate pure nell’aula della Corte Costituzionale dello stato Italia

È evidente che lo stato profondo ha sempre avuto il vizio di disapplicare astutamente e segretamente le costituzioni degli Stati. A tale scopo la cabala ha creato

  1. dapprima le corporazioni,
  2. poi i superstati,
  3. per giungere al risultato finale del loro governo unico globale.

La legge dell’ammiragliato è stata ed è tuttora uno degli strumenti per i magheggi che la cabala usa al fine di raggiungere il suo scopo.

 

Un po’ di storia

La situazione sugli Stati di oggi è il risultato di un percorso che va avanti da secoli e il cui leitmotiv è stato sempre il dominio sui popoli da parte di un’oligarchia ashkenazita mondiale.

In questo percorso ha avuto il suo peso la costituzione della Banca d’Inghilterra e le vicende legate ad essa in quel periodo, ma per ora andiamo al 1892, anno in cui dei banchieri adottarono in America il loro Manifesto dei banchieri del 1892 in cui si dichiarava:

Noi [i banchieri] dobbiamo procedere con cautela e prestare attenzione ad ogni nostra mossa, dato che il popolino sta già dando segni di forte irrequietezza. Con prudenza, quindi, riusciremo a far mostra di una politica di apparente sottomissione alla volontà popolare continuando allo stesso tempo a perfezionare i nostri piani fino a quando potremo dichiararli senza timore di alcuna resistenza organizzata. Le organizzazioni Farmers Alliance e Knights of Labour degli Stati Uniti dovrebbero essere seguite attentamente dai nostri uomini di fiducia e dobbiamo prendere immediatamente provvedimenti per controllare queste organizzazioni nel nostro interesse oppure distruggerle.
I nostri uomini devono partecipare all’imminente convention di Omaha il prossimo 4 Luglio 1892 e dirigerne i movimenti, altrimenti nei confronti dei nostri progetti prenderà piede un antagonismo tale da richiedere l’uso della forza per superarlo.
In questo momento ciò sarebbe prematuro. Non siamo ancora pronti per una tale crisi.
Il capitale deve autoproteggersi come può, tramite l’associazione (cospirazione) e la legislazione. I tribunali devono essere chiamati in nostro aiuto, dobbiamo esigere i debiti e precludere la facoltà di riscattare obbligazioni e mutui quando prima possibile. Quando per mezzo della legge, la gente comune avrà perso le proprie case, sarà più trattabile e facilmente governabile attraverso l’influenza del braccio forte del governo applicato a un potere centrale della ricchezza imperiale sotto il controllo dei principali finanzieri. Le persone senza casa non litigheranno con i loro leader.
La storia si ripete ciclicamente. I nostri capi, impegnati a costruire un imperialismo mondiale, conoscono bene questa verità. Mentre lo fanno, la gente deve essere tenuta in uno stato di antagonismo politico. Bisogna sollecitare la questione della riforma delle tariffe doganali tramite quell’organizzazione conosciuta come Partito Democratico, e la questione della protezione con la reciprocità deve essere portata in superficie tramite il Partito Repubblicano. Dividendo in questo modo gli elettori, possiamo fare in modo che spendano le proprie energie nelle lotta su questioni prive di importanza per noi. Così, agendo nella discrezione, possiamo mettere al sicuro quanto abbiamo così ben organizzato e raggiunto con successo … oggi è il potere che conquista non il caso …  milioni di Americani hanno perso la propria casa durante il mandato dell’attuale Presidente degli Stati Uniti. È in corso una grande corsa al potere, e chi non possiede risparmi personali né una casa è più facile da controllare. Non a caso la Commissione Pujo aveva tentato di limitare il potere delle stesse banche che oggi sono i principali beneficiari dell’attuale crisi finanziaria.

Si può facilmente notare che il contenuto di questo Manifesto è molto simile a quello de I Protocolli dei savi di Sion (che puoi scaricare cliccando QUI), i cui “savi di Sion” effettivamente sono membri importanti di famiglie aschenazite.

Per mettere in guardia gli americani, il Manifesto dei banchieri del 1892 fu rivelato dal membro del Congresso degli Stati Uniti d’America,  Charles August Lindbergh, Sr. (padre del famoso aviatore Charles A. Lindberg) del Minnesota; questo accadde prima della sua attività come membro del Congresso degli Stati Uniti che si svolse tra gli anni 1907 e 1917. Poco prima dell’approvazione del Federal Reserve Act, ha dichiarato:

Questa legge — il Federal Reserve Act, 23 dicembre 1913 — istituisce il trust più enorme sulla terra. Quando il Presidente firmerà la Legge, il governo invisibile del Potere della Moneta verrà legalizzato …  Con questa legge sulla banca e sulla moneta si commette il peggior reato legislativo di tutti i tempi… .

L’economista John Enrico DiNardo, scrisse nel suo articolo The Federal Reserve Act quanto segue: “Nella notte del 22 novembre 1910, un piccolo gruppo di sostituti dei più potenti banchieri del mondo si sono incontrati … sotto il velo della massima segretezza.
Nelle prossime settimane questi uomini avrebbero perpetrato, sotto gli ordini dei loro padroni, … forse la frode più colossale e devastante mai inflitta al popolo americano.
Questa frode ultra segreta è nota come Federal Reserve Act del 1913 … Il Federal Reserve Act del 1913 elaborò una legislazione, da fare appoggiare dal Congresso popolare degli Stati Uniti, che autorizzava e commissionava a questa cabala segreta di banchieri dominanti al mondo di STAMPARE LA VALUTA DEGLI STATI UNITI, un’usurpazione dell’editto esplicito della nostra Costituzione che autorizza SOLO IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI a stampare e coniare monete. Questo impero bancario mondiale ha usato il suo potere rubato per stampare, dal nulla, la valuta di carta che, in nessun modo rappresenta le riserve d’oro e d’argento che la moneta autentica dovrebbe rappresentare”.

Negli anni 1933-1934 accaddero degli avvenimenti importanti ai fini del determinare gli Stati come vengono concepiti oggi nel Diritto Internazionale. Innanzitutto bisogna dire che prima del 1933, le banconote della Federal Reserve erano garantite da oro. Questo cambiò con la nuova legge: “Secondo la nuova legge, il denaro viene emesso alle banche in cambio di obbligazioni governative, cambiali, bozze, banconote, accettazioni commerciali e accettazioni bancarie. Il denaro varrà 100 centesimi sul dollaro, perché è sostenuto dal credito della nazione. Rappresenterà un mutuo su tutte le case e altre proprietà di tutto il popolo della nazione”.

Il Manifesto dei banchieri si lega al documento n. 43 del Senato degli Stati Uniti, 73^o congresso, 1^a sessione (1934), che afferma: “La proprietà ultima di tutte le proprietà è nello Stato; la cosiddetta “proprietà” individuale è solo in virtù del governo, vale a dire la legge, che equivale a un semplice “utente” e l’uso deve essere in accordo con la legge e subordinato alle necessità dello Stato”.

Una prova che anche gli Stati sono delle trust company si ha già nel 1940, in cui si è scoperto che il Regno Unito aveva costituito la cosiddetta United Kingdom Commercial Corporation (per vedere della documentazione clicca QUI), ufficialmente per il “tempo di guerra”. Infatti Mr. Ellis Craven, membro del Partito conservatore del Regno Unito, chiese, ma invano, delucidazioni in merito alla camera di commercio britannica (la Board of Trade). Successivamente si ebbe una risposta da parte di Mr. Johnston: la società U.K.C.C. effettivamente era stata costituita per il commercio oltreoceano e non per il tempo di guerra; tra l’altro non si poteva stabilire quando questa società sarebbe stata chiusa (cfr. QUI). Nel 1944, un altro membro del parlamento chiese al Cancelliere dello Scacchiere (l’equivalente Ministro delle Finanze dello stato Italia) una lista dei nomi dei direttori di questa società e si scoprì che si trattava di banchieri ed imprenditori. La lista rivelava anche l’esistenza di una società per la Spagna, il Portogallo, l’Etiopia, l’Egitto, l’Eritrea, l’Iran, l’Iraq, la Palestina, il Sudan, la Siria, il Libano e l’Africa Orientale. Queste nazioni commerciavano tutte con il Regno Unito; ecco perché fu possibile scoprire le loro società.

Nel mondo moderno gli Stati non sono altro che delle corporazioni istituite non per commerciare, ma a scopo speculativo, ovvero per prendere il denaro-debito dell’élite, piazzare titoli di debito sui mercati finanziari e in generale investire nei mercati finanziari. Per fare questo, gli Stati vengono iscritti come corporazioni negli organismi di controllo, di cui il più importante e noto è la SEC (Security Exhange Commission) con sede a Washington D.C., che è l’equivalente della nostra CONSOB (l’organismo che in Italia controlla la Borsa). Precisamente, nel 1933 gli Stati vengono registrati presso la SEC dove diventano a tutti gli effetti delle società di Diritto privato, cioè nel mondo finanziario appaiono appunto come delle corporazioni giuridiche private (ovvero appartenenti all’élite, la quale ne costituisce la maggioranza dell’assemblea dei soci per ogni corporazione-Stato). Per lo stato Italia potete andare a controllare voi stessi (basta andare sul sito della SEC e fare l’opportuna ricerca; arriverete alla pagina web cliccando QUI): c’è la registrazione e il numero di registrazione di ITALY REPUBLIC OF — Company Registration Number 0000052782, con tanto di documenti di quotazioni di borsa, cessioni di quote, ecc. L0 stato Italia risulta iscritto alla SEC dalla prima metà degli anni ’30, con la sua sede finanziaria (il Business Address) sita presso il “Ministero dell’Economia e delle Finanze, via XX Settembre, 97, Roma” e il suo indirizzo di posta (il mailing Address) a Londra, al 40 Bank Street Canary Warf, ovvero all’interno della City of London, territorio molto importante per tutta l’élite mondiale.

 

Quindi lo stato Italia non è una Repubblica libera e pubblica, come di solito viene presentata nelle scuole, ma è una “Private Company” e lo Stato possiede il diritto di proprietà delle persone nate sul territorio della nazione italiana e che … (vedremo man mano e capiremo). Tutto questo ci dovrebbe far dedurre  immediatamente che la democrazia sul territorio della nazione italiana è stata sempre frutto dell’illusione, un’utopia.

Inoltre sappiamo che lo stato profondo (deep state), che opera sia nello stato Italia che negli altri Stati dell’eurozona, ha radici nell’Unione Europea (U.E.), in particolare nelle istituzioni e soprattutto nella Banca Centrale Europea (B.C.E.), realizzata e gestita dai Rothschild, avente sede a Francoforte, città originaria di questa dinastia e dove ha avuto origine tutta la ragnatela finanziaria mondiale. Il superstato Unione Europea ha praticamente messo fuori uso la Costituzione dello stato Italia, rendendola semplicemente un documento formale.

 

Un po’ di Diritto

Inoltre c’è un problema di fondo. In tutte queste corporazioni-Stati, per la Legge dell’ammiragliato, gli individui diventano un articolo di proprietà della corporazione-Stato di turno, cioè i cittadini nascono non come soggetti liberi ma come trust affidati inconsapevolmente all’amministrazione del trustee Stato. Infatti, ogni volta che nasce un bambino, in tutti i vari Stati viene emessa un’azione con il suo nome scritto a lettere maiuscole: i vari certificati di nascita (o estratti di nascita) diventano titoli azionari valutari nelle principali borse del mondo in mano allo Stato; questo perché noi diventiamo un trust amministrato dallo Stato e pertanto anche una somma di denaro/risorsa sulla quale lo Stato opera azioni speculative di compra-vendita nei mercati azionari. Dato che nessuno di noi lo sa, nessuno rivendica il proprio trust e ne richiede mai la restituzione. Inoltre i cittadini sono non solo trust sui quale nascono dividendi e interessi ma anche dipendenti di queste società corporative, che chiamiamo “Stati”, e così da esseri integri e indipendenti veniamo trasformati in schiavi del sistema. Questo sistema corporativo è talmente diffuso e comune a livello di società che anche società come palestre, circoli sportivi e culturali, associazioni religiose e ricreative, ecc. applicano queste modalità, trasformando i soci in semplici dipendenti.

Vediamo nei dettagli come ciò è stato possibile per mezzo dello stato Italia:

  • nella Costituzione si parla di “persone umane”,
  • invece nell’amministrazione dello stato Italia si parla di “persone fisiche” e soprattutto di “persone giuridiche” (cfr. l’uomo di paglia).
    La persona fisica è un negozio giuridico, un vero e proprio contratto preso e sancito, alla venuta alla luce di un individuo, tra un dichiarante (quindi quello che di solito è da noi visto come il nostro padre, però per lo stato Italia è un “dichiarante”) e l’amministrazione dello stato Italia (cfr. certificato di nascita o estratto di nascita, firmato dall’Ufficio di stato civile). Quindi a quel punto viene creato un vero e proprio contratto tra le parti e ognuno, crescendo, (poi diventa una consuetudine) si identifica esattamente per quel contratto e quindi diventa parte soggettiva dello Stato. Pertanto lo Stato è solamente una condizione posta in essere (temporaneo oltretutto, perché lo Stato non ha una sua condizione indeterminata nel tempo; è temporanea e infatti di volta in volta viene disposto sempre il nuovo governo [o lo Stato]; se uno dice “ma lo stato italiano è sempre lo stesso” e invece no, in quanto ne vale le governance che si susseguono e creano un nuovo Stato e quindi una nuova conformazione modello, che può essere o di destra, o di sinistra, o di centro oppure potrebbe essere ad un certo punto di ampia unificazione di schieramenti).

Che cosa vuol dire praticamente “persona fisica” nel contratto negozio giuridico? Lo Stato porta avanti uno scopo ben preciso che dovrebbe essere quello di promuovere la Costituzione, cioè di applicarla “in toto” e di esserne anche affidatario e garante, esecutore di quello che i padri costituenti hanno sancito. Il problema è che gli interessi privati, se commissionati con lo Stato, non operano in maniera che la Costituzione sia garantita e quindi adesso c’è un problema di fondo molto importante, che si presenta già da un bel po’: lo Stato è diventato un amministratore dei beni della nazione (tipo l’amministratore del condominio, che non è il proprietario del condominio o degli appartamenti del condominio; viene eletto dai condomini per portare avanti tutta una serie di incompenze; lo Stato sarebbe la stessa cosa); lo stato Italia, è come l’amministratore diretto attraverso dei pubblici registri che registrano tutto quello che sono, per esempio, gli immobili che sono sul territorio, le attività, le persone fisiche, le autovetture, … tutto ciò che è in concessione allo stato Italia, quindi anche le ferrovie, le autostrade, le strade, le strade pubbliche, i comuni e quindi gli enti comunali, gli enti prefettizi, gli enti delle procure, dei tribunali, … tutto quello è presente sul territorio della nazione: lo Stato si è completamente appropriato di quello che sono i beni della nazione [la repubblica] e li sfrutta a vantaggio di pochissimi (quindi di privati, ossia … ).  Come raddrizzare questa cosa?

Ecco la risposta che fino ad oggi hanno dato alcuni studiosi di questo argomento:  intanto il modo migliore per raddrizzare questa cosa è quello di non dare più il consenso allo stato Italia. Uno dice “come fare a non dare il consenso allo stato Italia?”.

Molto semplice: non identificandosi più come “il cittadino” o “i cittadini”. Infatti i cittadini sono degli oggetti veri e propri, dei contratti veri e propri in mano allo stato Italia. Ogni volta che qualcuno usa la propria carta d’identità o, ancora meno, la sua patente (perché la patente è solamente un titolo di guida) o comunque l’identificazione di sé come persona fisica, egli consegna sé stesso in mani dell’amministrazione dello stato Italia e quindi da vita a quel contratto in mano all’amministrazione Italia: un po’ come, se voi portate d’appresso un contratto, e tutte le volte che voi volete far valere quello che è scritto in quel contratto, lo esibite e quindi da quel punto ne siete parte di quel contratto.

Quindi succede che la popolazione, identificandosi, affida la vita a delle istituzioni che poi procedono per conto proprio … e poi la popolazione stessa si lamenta e dice: “Ma com’è? Io ho i diritti di cittadino! …”.  Ma il cittadino ha già questi diritti sulla carta, cioè sulla carta il cittadino nella qualità di “individuo” ha tutto. Il problema è proprio il fatto che il cittadino non è visto come l’individuo “essere umano”; è semplicemente un contratto da portare avanti da parte dell’amministrazione dello Stato.

In questo modo praticamente lo Stato Italia può dire tranquillamente di portare avanti tutto quello che è nel suo scopo, e in funzione di questo anche nello scopo dei padri costituenti.

Per capire meglio questo concetto, si può fare l’esempio dei circoli, delle associazioni, delle società. Supponiamo che in tutta la nazione, invece di esistere i comuni, esistesse solamente un circolo particolare, un circolo culturale ricreativo, in cui ogni coppia di persone, appena mette alla luce un bambino, che cosa fa? Lo iscrive come socio del circolo culturale del proprio paese; ciascuno di loro tiene la tessera socio. Succede che il bambino cresce e al compimento del suo diciottesimo anno, ormai diventato adulto, gli arriva una lettera in cui gli viene detto: “Da oggi finalmente sei il benvenuto. Da adesso sei maturo d’età e puoi partecipare agli avvenimenti culturali del circolo ricreativo; puoi votare il consiglio di amministrazione ogni tot anni; puoi partecipare anche tu direttamente e diventare membro del consiglio amministrativo del circolo ricreativo. Sappi che le regole stabiliscono che si può giocare al bigliardo da una certa ora  x ad una certa ora y, per giocare a carte si può da una certa ora w a una certa ora z, e così via. Però sappi anche che, per poter accedere a tutti questi benefici, devi ogni anno versare la quota di socio sostenitore sulla base del tuo reddito che porterai a casa”. Notate che è pari pari quello che accade in uno Stato.

Però, alla fine, qualcuno dice: “Ma se non volevo fare parte di quel circolo …” oppure ad un certo punto compare un altro circolo e mi piacciono i criteri di questo nuovo circolo, allora mi sposto su quest’altro circolo …

Ora questa è detta alla spicciola, però alla fine funziona così anche nel Diritto internazionale.

Praticamente gli Stati sono paragonabili a dei circoli, in cui ci sono dei soci, i cittadini, che di volta in volta accettano tutte le regole che vengono sancite “statutariamente” (cioè viene stipulato in maniera statutaria un  contratto unilaterale, tramite cui il circolo viene delegato ad amministrare).

Nel Diritto internazionale per questo è previsto il fatto che gli individui sono superiori e sono anch’essi soggetti al Diritto internazionale; gli “individui” e non le “persone fisiche”.

Abbiamo visto che le persone fisiche sono degli oggetti all’interno di una scatoletta che si chiama “Stato” (es. lo stato Italia) e quindi si trovano all’interno di un’amministrazione gestita tramite il contratto tra le parti.

Gli individui invece sono qualcosa che nel Diritto internazionale sono superiori alla Costituzione, la quale (nell’articolo 2) parla proprio del riconoscimento dei diritti umani sanciti, ovvero riconosce i diritti umani:  “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

L’art. 10 della Costituzione parla proprio del fatto che lo stato Italia si conforma alle leggi del Diritto internazionale, cioè queste leggi sono riconosciute dallo stato Italia: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute…”.

Ciò vuol dire che il Diritto internazionale prevale sul diritto interno, cioè ogni soggetto del Diritto internazionale (come lo stato Italia) è appunto soggetto alle leggi del Diritto internazionale stesso; quindi non può esimersi, cioè non può dire: “Io questa cosa non la faccio”, perché è vincolato attraverso tutta una serie di trattati e convenzioni che i vari Stati (incluso stato Italia) hanno firmato e sottoscritto. In questo modo praticamente viene stabilito che, per esempio, se ci sono dei profughi sul territorio, allora lo stato Italia se ne dovrà fare carico come parte garante affidataria di quei profughi, quindi in situazioni politiche ben precise:  “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici [cfr. art. 26].” (Articolo 10 della Costituzione italiana). Pertanto nel caso di un rifugiato politico, il suo status politico non è quello di cittadino ma quello appunto di “rifugiato politico” oppure di “profugo” oppure di “apolide”.

Lo Stato non è un concetto, diciamo, assoluto, permanente; ma è una situazione giuridica temporanea che ogni individuo, o come nazione o come popolazione, può assumere sulla sua base di quello che ha deciso di perseguire attraverso uno scritto, come può essere una costituzione o uno statuto.

Pertanto ognuno di noi non è assolutamente prigioniero di nessuno. Questa è la prima cosa che bisogna mettere in chiaro, perché tutti pensano: “Ah, io sono prigioniero dello stato Italia, che mi vessa, che mi priva dei miei diritti, che mi fa questo, che fa quest’altro …”. No, lo stato Italia non fa nulla di tutto questo; tutto questo lo facciamo noi attraverso l’identificazione di una situazione ben precisa, quella di identificarci come cittadini, che a questo punto siamo tassati, perché ci poniamo in una scatolina ben precisa (il cittadino è sottoposto a delle regole). Quindi identificandoci in quel “socio” noi siamo soggetti a quelle regole di quel socio e non si può scappare; non ci si può nemmeno lamentare, perché ognuno è artefice del suo male relativamente a quel soggetto interno.

Il sistema agisce nelle istituzioni dello stato Italia, tra cui anche nei tribunali, solo ed esclusivamente sulla carta. Quindi tutto quello che è riportato sulla carta fa fede; tutto il resto non conta. Perché, infatti, quando andate davanti ad un giudice, se lui ha tutte le carte lì davanti, vi chiede: “Lei chi è?”? Vi chiede proprio fondamentalmente la prima cosa: “Lei chi è?”, perché vuole sapere a che titolo e chi siete voi, in che situazione giuridica siete lì davanti a lui.
A titolo d’esempio, considero molto interessante un bel film, che tratta una storia realmente accaduta, dal titolo Free State of Jones (“Lo Stato libero di Jones”). Qui c’è una scena, dove c’è un tenente dell’esercito confederato che incontra i ribelli, cioè incontra Jones con i suoi ribelli e, ad un certo punto, c’è uno dei soldati di Jones che parla col tenente e questo gli dice: “Io non parlo con i ribelli, perché io sono un tenente”. Allora Jones, che è visto come il leader dei ribelli, dice: “Tu adesso, da ora in poi, sei un tenente. Parla col tenente”, cioè dichiara lì sul campo chi è quel soldato, il suo titolo/grado.

Capito? Non è che qualcuno ti riconosce per qualcosa e ti dice: “Ah, ma tu sei questo”, “tu sei quello”, “sei quell’altro”; sei tu che dichiari chi sei e quindi tu, ogni volta, in determinate situazioni, ti fai riconoscere e fai valere la tua personalità giuridica e quindi la tua individualità ed il tuo essere, il tuo reale essere. Questo perché noi siamo già individui. Noi siamo da sempre individui, fin da quando siamo venuti alla luce. Il problema è che non lo hanno mai detto. Nel momento in cui noi ci troviamo davanti a determinate situazioni, noi possiamo immediatamente rivendicare tutto quello che noi siamo, anche senza produrre mezza carta, ma bisogna essere capaci poi di sostenere la propria tesi.

Va precisato anche che, quando un’autorità ti vuole identificare, intanto si è tenuti a dare le generalità e stato; ciò proprio secondo quanto stabilito dall’art. 651 C.P. che dice: “Chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni(1), rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali(2)(3), è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206″.
Il termine “generalità” non vuol dire che mi devo identificare in qualcosa. Le generalità sono: il luogo di nascita (cioè di venuta alla luce), il nome (prima) e cognome (dopo), e un luogo in cui si vive. Inoltre va tenuto presente che l’art. 6 del Codice Civile sancisce proprio che il nome è scritto dal “prenome” e dal “cognome”; quindi ognuno è identificabile dal nome e dal cognome. Ciò vuol dire che, se ti chiedono come ti chiami e gli rispondi dicendo il tuo nome e il tuo cognome, rimani nello stato di te stesso. Invece, se loro ti rispondono invertendo la formula disposta dall’art. 6 C.C., allora ti identificano come amministratore, rappresentante legale dei negozi giuridici che sono prima il cognome e poi il nome. Questi sono dei negozi giuridici veri e propri. Quello che spesso fanno le istituzioni, è proprio quello di invertire questa “formula” e quindi violano gli artt. 7 e 8 del Codice Civile. Cioè spesso le istituzioni antepongono il cognome al nome:  questa è l’identificazione della persona fisica o della persona giuridica amministrata dallo Stato Italia. Infatti, se si va a vedere all’interno dell’Agenzia delle Entrate o da qualche altra parte, troverete sempre prima il cognome e poi il nome, e questo anche all’interno del tribunale. Il giudice invece è identificato con il prenome e il cognome, in quanto si tratta di status giuridico superiore, cioè la personalità giuridica è quella di colui che amministra. Poi il termine “Stato” significa che io in quel momento mi posso dichiarare in una situazione giuridica al di sopra del carabiniere o dell’istituzione che trovo davanti a me, cioè anche io mi posso dichiarare, per esempio (come è successo in quel video famoso) diplomatico e non diplomatico di Stato Italia ma diplomatico di una situazione giuridica in cui io sono lì nella persona di quella situazione giuridica. Quindi, durante l’identificazione, il cittadino fondamentalmente non esiste finché noi non ci riconosciamo in quel cittadino. Il fatto è che tutti hanno dei condizionamenti mentali e quindi ricadono sempre nel concetto della “cittadinanza”, perché non riescono ad estraniare sé stessi da quel contratto formato, perché è talmente insito in noi fin dalla tenera età che non è facile toglierlo dalla testa.

Per esempio, un modo per non identificarsi nella persona fisica è quello di non rispondere mai al cognome: il sistema, le istituzioni, chiamano sempre e solo per cognome.  E dove ci hanno condizionato con questo? Nelle scuole: praticamente nella scuola fin dalla tenera età, fin dalle elementari, poi nelle medie, ecc. ci hanno chiamato sempre per cognome all’appello; in quel modo viene inculcato nella testa della persona che nel momento in cui ti chiamano per cognome tu ti puoi identificare.
No! Ognuno di noi si deve sempre e solo identificare nel proprio nome (cioè nel prenome). Quello è come dire: “Io sono l’amministratore di quello Stato che state chiamando e ne sono rappresentante (lo rappresento), ma non mi identifico in quello Stato”.

Esiste proprio una serie di modalità della dialettica nei confronti delle altre istituzioni che non ti fanno mai cadere in fallo, in quanto più tu le osservi e più te ne accorgerai di come puoi interagire con loro senza mai entrare in fallo, stando sempre rispettosi e senza che dall’altra parte si entra, per esempio, in provocazione, perché è la prima cosa che cercano di fare. Invece si deve proprio sempre fare in modo di trovare un dialogo umano tra le parti, perché comunque dietro quella divisa c’è sempre un altro essere umano e noi siamo promotori dei diritti umani e difendiamo anche i loro diritti. Quindi, nel momento in cui noi entriamo e penetriamo nella corazza e gli facciamo vedere come noi non siamo un pericolo per loro, anzi siamo a loro supporto, a quel punto cambiano moltissimo le situazioni.

Bisogna sempre cercare di evitare di entrare troppo in discorsi con i pubblici ufficiali che si incontrano per strada, quelli che si occupano di fare i controlli, perché è inutile stare a rivendicare determinate cose in una scatolina piccolissima.

Invece è fondamentale saper scrivere, redarre un verbale, e all’interno del verbale mettere delle dichiarazioni che poi hanno un loro valore pesante, fondamentale nelle sedi opportune, cioè in quelle sedi in cui tu rappresenti perfettamente la situazione e rivendichi esattamente i tuoi diritti dove a quel punto vengono veramente riconosciuti. Cioè per strada non è così immediato; sono veramente pochissimi quelli che possono arrivare a comprendere, ma veramente si possono contare sulla punta di due dita. Si potrebbe iniziare già a ragionare abbastanza discretamente, ad esempio, con qualche stelletta in su; a quel punto sanno di cosa stiamo parlando. Nelle altre situazioni suggerisco sempre di evitare ad andare in lunghe discussioni … poi sarà nella sede superiore che si passa al punto successivo, in quello in cui puoi rivendicare già i tuoi diritti.

L’Autodeterminazione

A questo punto nasce un nuovo concetto, quello che fino ad oggi alcuni portano avanti, l’Autodeterminazione, il quale però, col nuovo ordine mondiale che sta per sorgere e in cui gli Stati saranno riformulati e gestiti dall’Intelligenza Artificiale delle tecnologie quantistiche, subirà una profonda trasformazione o addirittura il suo totale smantellamento, in quanto il Diritto internazionale subirà delle modifiche. Questo nuovo concetto consiste in questo: nel momento, in cui noi ci dichiariamo soggetti di diritto superiore, cioè di Diritto internazionale, a quel punto come individui disponiamo e godiamo di tutti i diritti umani (per visualizzarli clicca QUI), sanciti nel 1946. E poiché l’art. 2 della Costituzione parla chiaro e riconosce i diritti umani, lo Stato Italia deve assolutamente riconoscere i diritti umani sull’individuo che si presenta. Noi facciamo questo attraverso la presentazione di un negozio giuridico ben preciso, perché lo Stato Italia vede solamente i contratti tra le parti, cioè i soggetti di una partecipazione e quindi vede solamente le forme giuridiche conosciute. In questo caso noi ci presentiamo attraverso uno degli enti della persona — si dice dell’ente extraterritoriale che amministriamo — il quale porta avanti dei progetti veri e propri sul territorio, che promuovono e portano avanti anche e soprattutto i diritti costituzionali sul territorio. Oltretutto questo è un ente costituito all’interno di un trust creato proprio a suo tempo, sin dalle origini, perché ognuno di noi ha già il suo trust vero e proprio con il suo stato di famiglia sin da quando è venuto su questa terra, cioè è comparso. Nel momento della comparsa del nostro stato di famiglia, ovvero del nostro asse discendente e ascendente, questo esiste già nel suo trust. Il problema è che nessuno di noi ne è a conoscenza dell’esistenza del proprio trust e i genitori e i genitori di quelli di prima (dunque i nostri nonni) e di quelli di ancora prima (i nostri bisnonni) hanno sempre disposto in mano a chi governa il proprio trust, dandolo in affidamento temporaneo ma esclusivo allo Stato Italia, che appunto diventa un trustee dello stato di famiglia e quindi amministra tutti gli stati di famiglia che si riconoscono, ossia che si registrano all’interno dello stato civile di Stato Italia.

Lo Stato è una condizione giuridica ben precisa in cui ci si pone e/o in cui ci si trova. Oltretutto non è una situazione obbligatoria dove uno, nel momento in cui ci si trova, a quel punto non ci si può svincolare; questo no, perché dipende solamente dalla situazione in cui ognuno di noi vuole stare ed anche sulla base di quello che ognuno vuol perseguire come scopo sia dal punto dell’esistenza sia dello stato di famiglia sia dei progetti. Nel momento in cui noi andiamo a dichiarare l’esistenza in vita del nostro ente extraterritoriale, a quel punto noi diamo prontezza vera e propria dell’esistenza del nostro trust, che esiste sin dalla notte dei tempi, allo Stato Italia di cui non ne può essere a conoscenza, perché noi siamo stati passivi sin dalla nostra messa alla luce senza dire mai niente su chi siamo, che cosa facciamo e di che cosa stiamo promuovendo sul territorio.

L’Autodeterminazione comporta il fatto che ognuno di noi diventa pienamente responsabile di tutto quello che lo circonda e quindi viene anche equiparata tra le parti (c’è un’equity, un’equità, tra le parti). Quindi in questo caso sia io, sia voi, sia chiunque altro è parte attiva sul territorio per promuovere soprattutto i diritti umani, poi i diritti internazionali e poi chiaramente anche la Costituzione dei padri fondatori, cioè quella che è stata scritta e sancita, cercando di creare una cooperazione vera e propria tra le parti (tra noi) e quello che è preesistente.

Ovviamente in ogni caso non possiamo contrapporci agli Stati preesistenti, che comunque sono delle istituzioni vere e proprie anche se molti sono stati creati in modo inconsapevole da parte della popolazione:  ognuno è sottoposto alle leggi del Diritto internazionale. Ogni Stato non può contrapporsi ad altri.

Siccome lo Stato Italia ha promulgato dapprima la 848 del ’55, poi la 112 del ’74, poi la 881 del ’77, poi la 364 dell’89 e più tutta un’altra serie di convenzioni, ha promosso e promulgato tutta una serie di convenzioni e le ha ratificate in leggi interne. A quel punto ci sono anche i collegamenti interni con quello che noi portiamo avanti: cioè noi abbiamo delle indicazioni ben precise attraverso le loro leggi, a cui loro sono soggetti; gli diciamo qualcosa del tipo: “Guardate, voi adesso avete incontrato qualcosa che è esattamente sul quel piano giuridico che voi avete sancito: a tutto quello che avreste incontrato gli davate tutto quello che chiedeva; beh, adesso attraverso quelle leggi a cui voi siete soggetti, li dovete rispettare e dovete a questo punto cooperare, collaborare e andiamo avanti su tutta una serie di idee, di progetti che possiamo portare sul territorio”.

In questo modo noi non ci contrapponiamo a niente, non creiamo attività bellicose o di conflitto, ma creiamo una vera e propria attività sia diplomatica e sia di promozione di tutta una serie di aspetti sociali a cui in questo momento lo Stato ne è carente (come ad esempio: dare supporto al territorio abbandonato e quindi riqualificarlo; oppure dare supporto a tutta una serie di individui che hanno necessità familiari e quindi essere lì direttamente a stretto contatto per aiutarli; oppure creare nuove visioni sociali legate anche a quelle che possono essere sia dell’economia sia anche del campo della salute, dell’alimentazione, e quindi su un miglioramento dell’alimentazione, apportando ottimizzazione a chilometro zero direttamente alla vita sul territorio): sempre tutto attraverso i progetti che possono essere promossi mediante gli enti extraterritoriali.

Quindi attraverso gli enti extraterritoriali noi possiamo promuovere tutta una serie di progetti e addirittura possiamo arrivare a farceli finanziare direttamente da quell’amministrazione o da quegli enti locali o da enti superiori o addirittura da ministeri, perché siamo parificati ad enti come consolati presenti sul territorio di altre nazioni. Quindi in questo modo quadra con tutto ciò che in buonissima parte portiamo avanti per essere attivi ed anche essere visti e riconosciuti con tutto ciò che stiamo promuovendo.

A questo punto sorge la domanda: “Quali sono i passaggi logici e le conoscenze indispensabili da avere per percorrere l’Autodeterminazione?”.

Il percorso per l’Autodeterminazione richiede innanzitutto una conoscenza di sé stessi e di quali sono i propri diritti e su come esercitarli. Il problema è che la maggior parte noi (se non tutti) siamo stati condizionati fin da piccoli a seguire delle idee costruite ad arte con la manipolazione mentale del sistema, con la “propaganda” di regime (intesa come il complesso di informazioni mirate al condizionamento della nostra mente e che infine ci portano a credere che una determinata situazione o una determinata condizione può essere solo quella). Quindi la prima opera che noi dobbiamo fare per andare sulla direzione dell’Autodeterminazione è proprio quella di liberare la nostra mente dall’accettare tutti i concetti più “assurdi” e pensare che invece possono essere leciti per il sistema di diritto interno positivo. Ad esempio, ho una diatriba con qualcun altro; allora cosa faccio? Lo porto dentro un tribunale. No! Questo non è da autodeterminati. Una diatriba con un altro individuo si risolve appunto con quest’altro individuo direttamente, senza l’ausilio di terzi (i tribunali dello Stato Italia, ad esempio). Quindi questa è una situazione di autodeterminazione: in pieno onore si trovano le soluzioni per arrivare ad un risultato pacifico ed equo tra le parti.

La cosa che nessuno si rende conto è che il trust non è un negozio giuridico anglosassone, costruito appunto giuridicamente. Il trust è una cosa completamente naturale, è insito nell’uomo stesso.  Ad esempio, il contadino ha il seme, ossia egli ha in mano il seme (ne è disponente), lo mette sotto terra (quindi la terra non gli appartiene), chiude il buco, esce fuori un albero e lui ne sarà il beneficiario dei frutti oppure altri che ne passano dopo di lui: questo è un trust, un trust come la natura. Un altro trust è, per esempio, il fatto che io adesso sto disponendo il mio sapere su di voi e voi lo potete amministrare a vostro uso e beneficio oppure lo potreste disporre a vostro tempo anche in altri, dal momento in cui qualcuno può
comprendere quello che viene detto.

Quindi l’Autodeterminazione è proprio il concetto stesso dell’uso della fiducia (trust) tra le parti ed esserne consapevoli pienamente e, per esempio, addirittura anche in una situazione dove ci potrebbe essere dentro un tribunale, in cui tutte le parti devono essere salvaguardate, inclusa quella dell’autodeterminato, perché chi promuove i diritti umani dovrà fare in modo che i diritti umani siano promossi per tutti, anche per quello che, ammettiamo caso, è la parte avversaria, cioè che mi sta venendo contro.

L’Autodeterminazione è un’elevazione superiore, cioè non si sta più nella spicciolata, cioè nell’astio, nell’invidia, nella cattiveria. È un cambio di mente totale, è un’apertura totale della propria visione e di tutto quello che ci circonda per potere raggiungere i massimi obiettivi possibili per promuovere i diritti umani di tutti, perché appartengono a tutti. Quindi la prima cosa che io dico a tutti, è quella di leggere attentamente la D.U.D.U. [Dichiarazione Universale dei Diritti Umani], tutta e più volte. Leggerla magari tutti i giorni, magari anche un articolo al giorno e rifletteteci sopra. Alla fine si arriverà a comprendere come realmente si può determinare la propria autodeterminazione.

Nota 1

Un percorso per arrivare agli enti extraterritoriali si trova nel sito dell’Osservatorio dei diritti umani il cui scopo è quello di cercare di promuovere i diritti umani sul territorio nazionale (cosa che, a causa della conformazione dello Stato stesso, ad oggi è stata disattesa da tutti gli Stati, nonostante siano promulgatori e anche firmatari delle varie convenzioni per tutelare i diritti di tutti gli uomini). Una volta che uno ha fatto la prima parte del percorso, che è quella in chiaro sull’area dei documenti del sito, poi manda i documenti che ha protocollato alla email dell’Osservatorio e a quel punto gli viene creata una cartella di studio a step. Il suddetto percorso richiede di ottenere dal Comune di residenza l’autentica di copia in luogo dell’originale, ex-Art. 18 D.P.R. 445/2000, dell’estratto di nascita. Come si fa? Si deve andare nell’apposito ufficio (potrebbe coincidere pure con l’Ufficio Anagrafe del comune, ma non è detto) del comune e bisogna dire: “Si richiede autentica di copia in luogo dell’originale, ex art. 18 dpr. 445/2000, dell’estratto di nascita”. Attenzione, non bisogna chiedere la copia conforme, ma richiedere “autentica di copia in luogo dell’originale, ex-Art. 18 D.P.R. 445/2000”, perché la copia conforme ve la fate voi; di copie conformi ve ne potete fare quante ne volete. L’autentica della firma invece non viene fatta sulla sull’autocertificazione, perché è un’autocertificazione, cioè la firma è già autentica perché, essendo un certificato, è già certificata anche la firma. Quindi l’unica cosa che funziona bene è l’autentica di copia, perché loro già ne hanno una. Nel momento in cui autenticano, loro in modo particolare stanno dichiarando che quella copia autentica ce l’hanno presso i loro registri e poi con quella la si può fare postillare.

Nota 2

Personalmente suggerisco di evitare di affrontare lo schema OPPT (One People’s Public Trust). Per molti questo schema è stato come un vicolo cieco, in quanto sono partiti con esso, però poi insomma non si sono più evoluti. Il problema è che poi dopo c’è un problema di fondo, c’è un pericolo, che è il seguente:  siccome l’OPPT è un trust fondato da altri, quindi ci sono dei disponenti di cui non se ne conosce la natura, non si sa chi sono questi disponenti, e in più ci sono stati dei trustee che poi si sono tolti e hanno inserito, a quanto pare, dentro UCC (Uniform Commercial Code) tutta una serie di disposizioni; però non è dato sapere il contenuto di queste disposizioni all’interno di UCC e pertanto non si è mai visto quello che esattamente è stato infilato nell’UCC: quindi io dico sempre che alla fine è una delega: quindi ci si fida di qualcosa costruita da altri. Sì, ma per cosa? Cosa esattamente hanno fatto? Perché è dal 2012 che continuano a dire che tutti gli Stati sono pignorati, che tutto è stato precluso, che tutto è stato levato. Io fino ad oggi continuo a vedere sempre in peggio, cioè che questi Stati, invece di essere preclusi ecc., continuano a fare il bello e cattivo tempo, e come gli pare. Quindi non so cosa ha fatto lo schema OPPT fino ad oggi ed inoltre vi lascio immaginare cosa accadrà quando tutto il sistema mondiale sarà completamente gestito dall’Intelligenza Artificiale della rete di computer quantistici satellitari.  Riguardo a questo schema suggerisco di leggere l’articolo I tributi locali e lo strano caso dei trust autodichiarati «Oppt» pubblicato da Il Sole 24 ORE nel novembre del 2020 e l’articolo A Nuoro blitz della “Guardia Popolare” in ospedale pubblicato nel sito dell’Osservatorio dei diritti umani. A questo punto si potrebbe congetturare che coloro che hanno proposto lo schema OPPT effettivamente hanno operato da “gate-keeper” del sistema globale?

Nota 3 

I beni di una persona sono intestati alla persona fisica, cioè quindi al contratto vero e proprio, che è un contratto interno allo stato Italia. Perciò tutti quei beni sono del contratto. Lo Stato Italia li ha concessi in uso al contratto, non sono di proprietà della persona. La proprietà è “privata”. Infatti è “privata dalla proprietà”, non è che uno dice: “È una proprietà privata perché è mia”. No, ma è “privata” proprio perché è stata privata. Il problema è che tutta la gente si immedesima sull’uso corrente del termine, mette i cartelli “È proprietà privata” ed è così contenta che nessuno entra. No, no, è proprio lo ha anche dichiarato di più. La proprietà invece è “propria”, al massimo, cioè è un bene proprio: gli appartiene e infatti esiste.

  • Il Diritto positivo è quello che regolamenta lo stato Italia, dove tutte le cose sono delegate a terzi. Per esempio, l’auto è data in amministrazione al PRA e alla motorizzazione; l’immobile è dato in amministrazione all’ex-conservatoria, l’attuale Registro territoriale e al Comune, al Catasto; le barche sono date in amministrazione presso la motorizzazione.
  • Il Diritto negativo è tutto ciò che non è positivo. Per esempio, un cellulare è considerato come un bene negativo, perché si considera che non sia registrato presso nessun registro pubblico: non è considerato come un bene privato; infatti è un bene personale. Tutto quello che portiamo dappresso (per esempio: gli abiti, i mobili, le finestre, il water, i tavoli, il frigo, la lavatrice, …) sono tutti beni personali e questi sono beni negativi; quindi non esistono per il Diritto positivo, perché non sono registrati in pubblici registri e quindi non possono essere pignorati, perché non possono sapere all’interno di un immobile o dentro una macchina che cosa c’è, … a meno che viene fatto entrare qualcuno che crea un elenco dei beni personali.

Osservazione:  quando tutto passerà all’amministrazione dell’Intelligenza Artificiale della rete quantistica satellitare, vigerà in assoluto il Diritto positivo, proprio per il fatto che tutto sarà schedato nel mega-database mondiale e gestito dagli algoritmi quantistici.

Quando si esce da Stato Italia e si entra in trust Jersey. I beni immobili devono essere messi nel trust. Però, anche qui, questo non è obbligatorio. Cioè il punto è uno: i beni sono intestati alla persona fisica; lo Stato Italia vede la persona fisica come trustee e quindi, non essendo obbligatorio ed essendo in facoltà per l’art. 12 della 364 dell’89 . Esiste una sentenza della Cassazione che ha sancito un posto fondamentale, che nel momento in cui tentano di pignorare dei beni che sono legati comunque un trustee, e il trustee che ne ha dato ampia pubblicità a quei beni che sono del trust, a quel punto quei beni non possono essere pignorati, anche se non sono trascritti e registrati i vincoli nei pubblici registri dello Stato Italia. Però il problema è che a quel punto ti trovi davanti a tutta una successione di tentativi da parte dei creditori che ti rompono le scatole, e tu devi andare sempre a difendere i diritti del trust nelle sedi competenti. Pertanto la cosa migliore è sempre quella di trascrivere e realizzare i vincoli in capo agli immobili. Quindi non è che il bene finisce in proprietà del trust, ma viene vincolato in capo al trust e questo perché in Italia non c’è una legge che sancisce che un bene può essere intestato a un “non-soggetto”, ma deve essere intestato ad un soggetto; quindi i notai hanno trovato una quadra che è quella di intestare il bene al trustee nella sua qualità di trustee. Quindi, siccome, per la Jersey law, “se esiste un trustee allora ne esiste il trust”, a quel punto viene creato il vincolo in capo all’immobile e quindi non può essere sottratto. Ad oggi non c’è stato mai nessun tentativo di separazione, anzi di riunificazione del bene in capo al trustee, perché c’è la separazione perfetta e quindi il trustee non è il proprietario del bene, non può esserne il proprietario, anche se a lui ne è stato intestato il bene.

Nota 4

Per approfondimenti su questi temi, suggerirei di cercare tra gli scritti di Antonio Papisca, che fu docente universitario, grande giurista e studioso di Diritto internazionale, fondatore del Centro di studi e di formazione sui diritti della persona e dei popoli presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Padova (cfr. anche QUI).

 

Abbiamo visto dei concetti di base relativi al trust individuale. Ora vediamo un po’ qualcosa riguardo al trust collettivo.

 

Stati particolari: microstati, “territori extraterritoriali”, ecc.

Per poter rivendicare uno Stato libero interno al territorio di un altro Stato, come ad esempio una “Repubblica XYZ” (separatista) all’interno del territorio amministrato dallo Stato Italia, quindi un bene su questo territorio, bisogna fare in modo che ci sia una grande mole di individui che non riconosce più per sé stessa l’appartenenza della cittadinanza di Stato Italia, cioè quindi deve esistere una strutturazione ben precisa caratterizzata. Oltre che del fatto della presenza della Costituzione della Repubblica XYZ, ma anche di un numero nutrito di autodeterminati e tra questi bisogna riuscire a fare in modo o di svuotare le deleghe in mano ai comuni, degli enti giuridici che sono in mano allo Stato Italia, oppure di creare ulteriori enti attraverso cui poi si riconoscerà l’intera popolazione presente sui territori. Dire: “Ho fondato la Repubblica XYZ”, ma non avere dentro una nutrita popolazione che si riconosce, è privo di valori a livello di Diritto Internazionale, perché nel Diritto Internazionale per poter fare in modo che uno Stato possa essere riconosciuto da altri Stati, deve avere intanto un territorio delimitato (può essere anche un’abitazione, può essere anche individuato da un luogo fisico, qualcosa che giuridicamente si trovi da qualche altra parte; quindi non sono i mattoni; i mattoni non incidono sul territorio geografico italiano o comunque dove si trova la Repubblica XYZ). Inoltre, la sua situazione giuridica è da qualche altra parte e ben strutturata all’interno di un trust: tutti gli Stati, tutte quelle che sono le governance mondiali, sono dei trust veri e propri e sono registrati da tante parti (alla SEC o alla City of London oppure anche a Malta, ecc.). Quindi nel momento in cui uno vuole determinare l’esistenza della Repubblica XYZ, deve iniziare anche ad interloquire, a creare relazioni diplomatiche tra le parti con i vari stati. Cioè il riconoscimento non è che lo stato Italia poi ad un certo punto dice: “Va beh, ti riconosco e ti autorizzo. Apposto”. No, non funziona così. Praticamente funziona nel modo che è molto più semplice e lineare che è possibile. È questa l’assurdità. Praticamente si sancisce un territorio e si iniziano relazioni diplomatiche con gli altri Stati e le altre nazioni, in modo tale che a quel punto vi siano delle cooperazioni tra le parti, in modo tale che si venga riconosciuti come soggetti di Diritto internazionale, facenti capo ad un governo poi anche interno, con una serie di cittadini che si riconoscono.

Ad esempio, Liberland è un piccolo territorio libero, tra la Croazia e la Serbia, e in quel tratto di terra non ci abita nessuno, però qualcuno l’ha preso e ha detto: “Qui praticamente c’è un nuovo Stato e si chiama Liberland”. Questo qualcuno è Vit Jedlicka, che fondò Liberland nell’aprile del 2015. Tantissimi individui in giro per il mondo gli hanno chiesto la cittadinanza e in questo modo praticamente Liberland è diventata uno stato vero e proprio.

Qualcosa del genere accadde sul territorio amministrato dallo stato Italia durante la seconda metà degli anni ’60 con l’Isola delle rose e su cui è stato girato un film.

 

 

I tre Microstati sostegno della cabala

Al di là delle singole corporazioni-Stato, esiste però una corporazione di vertice trinitaria globale che è il cuore, la mente e il braccio di tutta la Cabala aschenazita. Si tratta della Triade che controlla e governa il mondo. In altri termini, l’élite globale ha tre vertici, tre microstati distinti, che hanno le loro leggi e regole e che ospitano istituzioni chiave per il dominio occulto delle masse da parte della cabala; questi sono:

  •  Washington D.C., che NON è Stati Uniti, ma è il vertice della Triade che ha il ruolo di centro del potere politico e militare della Cabala.
  •  la City of London Corporation (ossia la “City di Londra”), che NON è Inghilterra, ma è il vertice della Triade che ha il ruolo di centro del potere finanziario e giudiziario,
  •  Città del Vaticano (ovvero Vatican City), che NON è Italia, ma è il vertice della Triade in cui ha sede il centro del potere religioso.

C’è però una bella notizia: questi tre Stati SONO FALLITI e la Cabala sta per crollare!

Adesso capirai molte cose che ti sembravano strane come:

  • Trump che non onorava la regina Elisabetta e le passa davanti,
  • la strana presidenza Biden di una corporazione fallita,
  • Trump che nel suo discorso inaugurale del 2016 affrma di dare la Nazione al POPOLO, con riferimento nemmeno troppo implicito alla Costituzione del 1776.

Esaminiamo ad uno ad uno questi tre Stati su cui si regge la Cabala aschenazita.

 

 

1. Washington D.C.

È il centro di regia della politica americana ma praticamente globale, dato che sono

✪ il Presidente
✪ e il Congresso

a programmare e decidere le manovre politiche ed economiche globali, considerando anche

★ l’importanza il dollaro come valuta di riferimento per gli scambi internazionali (in base agli accordi di Bretton Woods)
★ e il fatto che l’esercito americano è stato costituito per essere il braccio armato della cabala nel mondo.

La corporazione di Washington D.C., ovvero il Distretto di Columbia (in ingl. District of Columbia, in sigla D.C.) è il trustee che amministra il territorio della città di Washington e ciò a seguito del District of Columbia Organic Act del 1871, in cui lo stato profondo tramite il Congresso degli Stati Uniti ha ufficialmente soppresso la contea di Washington che comprendeva l’attuale città di Washington: da quel momento la Città di Washington e il Distretto di Columbia divennero la stessa entità, condividendo la personalità giuridica. Questo avvenne a causa e subito dopo la morte di Abraham Lincoln, il quale aveva osato sfidare i Rothschild con i cosiddetti greenback, le banconote di dollari creati dallo Stato e non prestati a debito, chiamate così per fatto che da un lato erano stampate in colore verde. Così accadde che, nel 1871, ovvero pochi anni dopo la fine della Guerra Civile Americana, si approfittò di un prestito per ricostruire il paese grazie a fondi della City of London (il che vuol dire Rothschild) e per intercessione del governo di Città del Vaticano (il che vuol dire “aristocrazia nera”): fu così che venne creata una repubblica sul territorio della nazione degli americani degli Stati Uniti ed amministrata per mezzo non tanto della legge costituzionale ma della legge dell’ammiragliato, nota come “la legge del possesso” ed in base a cui le istituzioni chiave del governo dello Stato “americano”:
✪ il Congresso,
✪ la Casa Bianca,
✪ la FED (Federal Reserve),
✪ la Corte Suprema

sono entità amministrate dalla corporazione Washinghton D.C. e pertanto

  • il dollaro che attualmente conosciamo è uno strumento finanziario in mano della corporazione,
  • il Presidente ed i membri del Congresso degli Stati Uniti sono divenuti, a loro volta, il
    Presidente e i rappresentanti di questa corporazione.

Quindi in base a tutto questo magheggio:
✺ sia il potere legislativo
✺ che giudiziario,
✺ che esecutivo,
✺ che monetario
sono amministrati dalla cabala attraverso la corporazione Washington D.C.

Gli Stati Uniti erano già praticamente una società commerciale privata relativa al trasporto marittimo, cioè una vera e propria trust company, chiamata Virginia Company, fondata da Re Giacomo I a Londra nel 1606 con lo scopo di colonizzare la costa orientale dell’America.

Questa corporazione già dal 1609 composta da due divisioni:

  • la prima era quella della London Company, attribuita alla prima colonia arrivata negli States e la cui assemblea di soci era composta da londinesi,
  • quella successiva era quella della società Plymouth o New England Company, attribuita alla Seconda Colonia e la cui assemblea di soci era costituita da gentiluomini delle città di Bristoll, di Exeter, di Plymouth, e altre località; successivamente fu sostituita da un’altra società attribuita ai padri pellegrini (un centinaio di persone) giunti a Plymouth a bordo della Mayflower  (trad. “Biancospino”).

La Carta del 1606 non menzionava una Virginia Company o una Plymouth Company; questi nomi sono stati applicati un po’ più tardi all’impresa complessiva (possiamo dire che pertanto si trattava di una holding).

Va sottolineato che la Virginia Company possedeva la maggior parte del territorio degli States e che, in quanto fondata da Re Giacomo I, faceva capo alla Corona Britannica, che comunque ha mantenuto per secoli il vero controllo sugli Stati Uniti e infatti, aveva diritto

  • al 50% dell’oro e dell’argento estratto nel territorio degli States,
  • a una certa percentuale di materie prime
  • a tasse.

Inoltre le terre venivano concesse agli americani con un fedecommesso (un comodato d’uso) che potevano ereditare e trasmettere pur non essendo loro i veri padroni (cfr. discussione sull’aggettivo “privato”). Sappiate che la cabala ha creato questi tipi di atti (ingl. Charter e vanno anche sotto i nomi di: atti nazionali/internazionali, trattati, costituzioni, ecc.) in tutto il mondo, solo che su tutto questo la gente comune ne viene tenuta all’oscuro.

Invece il patrimonio della Virginia Company è stato di proprietà del Vaticano, dato che nel 1213 Giovanni “Senza Terra”, re d’Inghilterra dal 6 aprile 1199 al 1216,  accentrò tutti i diritti dello stato inglese e li concesse al Vaticano stesso, mentre quest’ultimo garantì al Re il ritiro della scomunica fattagli nel 1209 da Papa Innocenzo III  ed il governo delle tasse stesse. Ciò vuol dire che la società Virginia Company apparteneva alla Corona inglese che già allora amministrava e riscuoteva i propri introiti per conto del Vaticano.

Nel 1781, con la fine della Guerra Civile Americana (1775-1781), la Virginia Company cambiò il nome in STATI UNITI D’AMERICA (tutto in maiuscolo, secondo il linguaggio della corporation) e comunque la situazione non cambiò affatto, in quanto i fondi sono stati elargiti dalle banche della City of London per intercessione del Vaticano.

 

2. La City of London Corporation

La City of London (nota anche come la City) non fa parte realmente dell’Inghilterra, tant’è vero che non è soggetta né alle leggi né al parlamento inglese. Essa non solo ha un proprio sindaco — definito Lord Major che risiede nella Mansion House — ma ha anche una propria polizia indipendente. Si dice che Londra abbia 8 milioni di abitanti mentre la City of London ha “solo” 500 banche, tutte soggette ad una legislazione che non è quella del resto della nazione ma, ovviamente, quella delle corporazioni.
Nel quartiere del Temple District abbiamo le sedi delle quattro società segrete chiamate Inns of Court le quali sono addette alla gestione di tutto l’ordinamento giuridico globale:

Inner Temple,
Middle Temple,
Lincoln’s Inn,
Gray’s Inn.

Middle Temple, in particolare, gestisce l’ordinamento giudiziario degli Stati Uniti, e ci sono delle copie della Costituzione Americana e della Dichiarazione di Indipendenza che si trovano in esposizione nella biblioteca adiacente …

La City of London è governata dal Crown Temple (il Tempio della Corona). Ad esso devono sottostare anche i reali inglesi, in quanto la Corona rappresenta il simbolo del potere materiale sulla Terra; invece i reali sono soltanto coloro che temporaneamente hanno questo potere.

 

3. Città del Vaticano

Il vero potere dell’élite globale non è tanto quello materiale ma bensì quello del mondo “spirituale”, ovvero religioso-esoterico caratterizzato dai suoi dogmi e riti religiosi, il quale continua ad ingannare da secoli una enorme parte della gente del  mondo. In altri termini, Città del Vaticano è la mente di tutto il sistema globale della Cabala aschenazita, ovvero anche di Washington D.C. e della City of London Corporation sono sottoposti alle sue decisioni; tutta questa Triade procede con coordinazione, in modo che sia il potere “spirituale” che quello “materiale” procedano di pari passo … almeno fino ad un certo livello. È questo il senso della rappresentazione delle due chiavi incrociate nello stemma di Città del Vaticano: “Dal secolo XIV le due chiavi, poste in decusso, sono insegna ufficiale della Santa Sede.  Quella d’oro, a destra, allude al potere sul regno dei cieli, quella d’argento, a sinistra, indica l’autorità spirituale del papato in terra.  I congegni sono il alto, ovvero verso il cielo e le impugnature in basso, ovvero nelle mani del Vicario di Cristo.  Il cordone con fiocchi che unisce le impugnature allude al legame dei due poteri.” (tratto da QUI).

Il Vaticano è appunto la chiave di tutto il sistema della Cabala: è qui che si trova la chiave del potere mondiale della Cabala; è qui l’origine e la mente della corporazione trinitaria globale.

Curiosità:  il perimetro della Basilica di San Pietro, unito a quello di Castel Sant’Angelo attraverso via della Conciliazione, forma proprio una grande chiave. Sarà un caso?

Ognuno dei vertici della Triade della Cabala trasmette messaggi legati al mondo dell’esoterismo. Nel caso di Città del Vaticano, basti notare, ad esempio, che la sala delle udienze del Papa, ossia la Sala Paolo VI o Sala Nervi del Vaticano, ha la forma di un serpente: nella Bibbia il serpente ed il dragone sono associati a Satana. Sarà un caso che questa sala si trova dietro la basilica di San Pietro, proprio prima della “chiave” San Pietro – Castel Sant’Angelo? Sembra che quest’allusione mostri che il Serpente antico sia alla testa della chiave di tutto il Sistema aschenazita.

Altra curiosità: i riti cattolici producono atti, documenti. Allora il “battesimo” ai bambini cosa produce? … un altro “certificato di nascita”.

L’autodeterminazione da questo stato è nota comunemente come “sbattezzo”, ma il cui termine corretto è “abiura”: si tratta di una procedura burocratica che viene effettuata nella Curia di appartenenza ed il suggerimento è quello di farla dopo la procedura dell’Autodeterminazione.

Come tutti gli Stati anche lo Stato del Vaticano ha un esercito … anzi ha due eserciti: uno di governo, i Gesuiti, ed uno di rappresentanza (cioè di facciata), le Guardie svizzere. Possiede anche i suoi servizi segreti, chiamati Servizio Informazioni del Vaticano (SIV) e noti con il nome “l’Entità” e col termine di Sodalitium Pianum. Di questa struttura di spionaggio ne fanno parte almeno un milione e mezzo di persone e si tratta di: agenti appositamente addestrati, personale dei vari ordini religiosi (sacerdoti diocesani, sacerdoti regolari, seminaristi, suore, …) … e soprattutto militari, i gesuiti. Questi servizi di intelligence possono sembrare un minuscolo nucleo operativo e nemmeno minimamente paragonabile all’enorme macchina di intelligence americana (CIA e FBI) o a quella israeliana (MOSSAD) o agli 007 della Corona inglese, ecc.: però questo è solo un pregiudizio di chi ignora l’entità e la portata del sistema di spionaggio della cosiddetta “Santa Sede”. Si noti che storicamente il fondatore della prima organizzazione ufficiale di servizi segreti fu Pio V nel 1566 e questo avvenne con lo scopo di frenare l’ondata di sdegno che si ebbe a causa delle famose vicende del Vaticano durante il periodo rinascimentale. Non sorprende se si scopre che la data della fondazione di questi servizi segreti coincide col periodo in cui la cosiddetta “Compagnia di Gesù” fu sguinzagliata ai fini dell’Inquisizione e col principale scopo di annientare il protestantesimo, dopo un periodo in cui le gerarchie cardinalizie delle famiglie pontificie (intendasi “aristocrazia nera”) limitavano il raggio d’azione dei gesuiti. Il Vaticano ha la rete di spionaggio più efficiente e capillare in tutto il mondo; Città del Vaticano è il covo dei servizi segreti mondiali e riguardo al ruolo dei gesuiti in questo affare qualcuno ha scritto: “Il generale gesuita controlla la comunità di intelligence internazionale che fu creata e perfezionata appunto durante la Seconda guerra mondiale. Sto parlando del servizio segreto britannico, del KGB russo, della CIA americana, del Mossad israeliano, del SIS canadese, della BND tedesca; operano di comune accordo ai livelli più alti, eseguendo i diversi omicidi e assassinii utili a tener in riga i politici e qualunque agente che sfugga loro di mano”.

Infine, sempre quest’autore scrisse: “Il Papato è sotto il controllo del Generale gesuita già a partire dal 1814, mentre gli Stati Uniti sono controllati dal Generale gesuita almeno a partire dal 1868, dall’approvazione del XIV emendamento (della Costituzione degli Stati Uniti), mentre la Russia è sotto il controllo del Generale gesuita almeno a partire dal 1922, da quando Iosif Stalin fu nominato segretario del Partito Comunista. I gesuiti controllano tutte e tre queste  fazioni …”. Ancora ci state riflettendo sopra?

 

I super Stati

La strategia per giungere al Nuovo Ordine Mondiale della Cabala ha previsto e reso possibile il passaggio dalla fase di creazione degli Stati-corporazione a quello della creazione di Superstati come, ad esempio, quello dell’Unione Europea, la quale ovviamente non vuol dire democrazia, ma è uno strumento di dittatura assoluta per la gestione, la sottomissione e l’annientamento dei popoli europei nelle mani dell’oligarchia aschenazita. Infatti:

  • la Commissione Europea ha iniziativa legislativa ma i suoi membri non sono eletti dai cittadini;
  • il Parlamento Europeo, sebbene votato dai cittadini europei,  ha però il solo scopo di ratificare le leggi della Commissione ed ha praticamente una funzione di sciacquinaggio-facciata dell’opera della Cabala aschenazita in Europa.

L’Unione Europea, come abbiamo detto in precedenza, ha praticamente reso inutili le Costituzioni degli Stati che ad essa appartengono, impedendo la loro completa applicazioni in campi come, ad esempio, quello economico, quello giuridico, quello dei diritti fondamentali dell’uomo.

Della gestione finanziaria di questa istituzione dittatoriale e liberticida troviamo la Banca Centrale Europea (BCE), una banca creata sulla falsariga della Federal Reserve, in quanto banca privata con la funzione di creare il denaro-debito dal nulla, indebitando tutte le nazioni europee i cui stati hanno aderito ad essa, a causa dei prestiti che non potranno mai essere ripagati per via degli interessi.
Questo meccanismo economico perverso ha comportato e comporta continui tagli ai beni, ai servizi e ai diritti dei cittadini, nascosti dietro la facciata del termine “riforme”.

La strategia della creazione dell’Unione Europea e della BCE è stata concepita e realizzata allo scopo di emettere moneta a debito a ed annientare la sovranità monetaria a tutti gli Stati e questo con tutto ciò che ne consegue, tra cui la possibilità di avere per ogni Stato un’economia statale caratterizzata dalle dinamiche per il raggiungimento di  benessere e quindi di ricchezza tra la nazione.

Altra caratteristica del superstato Unione Europea è quella che la sua gestione ha portato alla svendita di beni architettonici, artistici, immobiliari, ecc. degli Stati membri al fine di impedirne la bancarrotta per via del sistema della moneta-debito. Questo è avvenuto in particolare con la Grecia.

L’Unione Europea ha assunto un ruolo di primaria importanza per questo governo mondiale aschenazita, dato che serve a manipolare gli Stati sotto forma di istituzioni sovrannazionali oligarchiche.

Abbiamo altri esempi di Superstati creati dalla Cabala aschenazita:

  • il North American Free Trade Agreement (NAFTA), che in teoria dovrebbe essere sostituito dal North American Union (NAU),
  • l’Unione Pacifico-Asiatica nata dalla fusione della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC) con l’Associazione delle Nazioni dell’Asia Sud-Orientale,
  • l’Unione Africana nata dalla fusione della Comunità Economica Africana con l’Organizzazione dell’Unità Africana.

Ma il vero scopo della creazione di questi Superstati è quello di eliminare la sovranità delle nazioni su sé stessi e sulle proprie cose? La risposta è NO, non proprio, perché già quest’obiettivo è stato raggiunto con la creazione delle corporazioni-Stati. Invece la creazione dei Superstati è dovuta come passo necessario al raggiungimento del governo globale aschenazita, ossia al governo delle nazioni direttamente attraverso i livelli più alti della piramide aschenazita senza passare per i livelli intermedi e bassi.

 

Previsioni future

Col nuovo sistema economico (e pertanto anche politico) del Quantum Financial System (QFS), tutto questo subirà delle “profonde” trasformazioni … In questo momento è tutto un “working in progress”. Il serpente sta cambiando la pelle, il lupo sta perdendo il pelo …?

 

Poi udii un’altra voce dal cielo che diceva: Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate partecipi de’ suoi peccati e non abbiate parte alle sue piaghe (Apocalisse 18:4)

 

 

 

4 thoughts on “IL SISTEMA DI CONTROLLO… E QUALCHE SUGGERIMENTO

  1. bello e completo. un ottimo lavoro e per questo voglio ringraziare voi e l’autore del servizio
    l ho letto con un po’ di rammarico perche sul vostro canale telegram sono stato sospeso senza alcun motivo non so proprio per quale motivo mai pubblicato niente masi offeso nessuno mai risposto a nessuno mi si chiedeva di chiedere di far parte del gruppo inviavo la richiesta e non succedeva niente fino a quando sospeso non mi sembra carino da parte vostra visto il sistema che combattete vi seguo questo fatto di essere stato sospeso da un amministratore mi ha fatto dispiacere chiedo scusa se lo riporto qui ma non ho altri canali per farlo presente mi piacerebbe avere vostre notizie a riguardo vi ringrazio spero a presto grazie buon proseguimento

    1. anche il termine persona umana e’ fuorviante cosi come esseri umani (cosi chiamavano gli schiavi).

      chiameresti un cavallo animale equino o essere equino ?

      cosi si nega il fatto che esistono uomini , donne , individui.

      poi non si capisce perche ci si dovrebbe affidare ad una intelligenza artificiale montata su un satellite..( magari poi un pallone areostatico..) per regolare la finanza o economia..o cos’altro….

  2. Esiste una sentenza della Cassazione che ha sancito un posto fondamentale, che nel momento in cui tentano di pignorare dei beni che sono legati comunque un trustee, e il trustee che ne ha dato ampia pubblicità a quei beni che sono del trust, a quel punto quei beni non possono essere pignorati, anche se non sono trascritti e registrati i vincoli nei pubblici registri dello Stato Italia. Qualcuno sa dirmi di quale sentenza si parla? Grazie

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