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Jared Kushner: nome, potere e simbolo

© Alice Marcellino

La prima volta che vidi quel volto, avvertii una frattura: dietro l’immagine pubblica sembrava celarsi qualcosa che non affiorava allo sguardo comune. Non era una prova; era una dissonanza, e dunque un segnale investigativo. Fu questo a spingermi a fare ricerche. Quel volto ha un nome. E il suo nome è Jared Kushner.

Occorre partire dalle sue origini. Non perché un’origine etnica o religiosa costituisca una colpa: qui il punto non è un popolo, ma un uomo pubblico, collocato all’incrocio fra potere, diplomazia, finanza, tecnologia e simboli.

La storia dei suoi nonni è considerata una vera e propria leggenda in Bielorussia. La nonna, Rae Kushner, durante la Seconda guerra mondiale, venne rinchiusa dai nazisti nel ghetto di Navahrudak. Con altri prigionieri prese parte a una fuga organizzata, scavando un tunnel di circa 600 piedi, cioè circa 183 metri.

Il nonno, Joseph Kushner, nato con il nome Yossel Berkowitz, fu anch’egli un superstite dell’Olocausto e proveniva dalla stessa area. Dopo la guerra, sposata Rae, Joseph Berkowitz assunse il cognome Kushner, con cui la famiglia sarebbe poi emigrata negli Stati Uniti. I due vissero per diversi anni in campi profughi in Europa, anche in Italia, ed emigrarono a New York nel 1949 come rifugiati di guerra. Lavorarono nel settore edilizio, ponendo le radici dell’attuale impero immobiliare di famiglia.

Le sue origini rimandano dunque all’Europa orientale. Sul piano onomastico occorre distinguere tre livelli: Kushner, come cognome ashkenazita orientale legato al mestiere del pellicciaio; Kushner, come resa yiddish più propria della forma Kushner; Kushnir/Kushnier, come variante affine, graficamente distinta, riconducibile allo stesso campo professionale slavo-yiddish.

La forma Kushner, in grafia yiddish Kushner (קושנער), rende propriamente il segmento finale -ner.

La forma Kushnir/Kushnier, in grafia yiddish Kushnir (קושניר), rende invece il segmento finale -nir/-nier, con la lettera yōḏ prima dell’ultima lettera.

Le due forme sono affini, ma non identiche. La presenza della yōḏ non crea una parola nuova: distingue graficamente e foneticamente la variante Kushnir/Kushnier dalla forma Kushner.

A questo punto si impone una distinzione decisiva: l’ebraico biblico è una lingua semitica, mentre lo yiddish è una lingua germanica scritta con caratteri ebraici. Perciò, in questo caso, non stiamo leggendo una parola dell’ebraico biblico, ma una forma onomastica ashkenazita/yiddish espressa in lettere ebraiche.

La lettera yōḏ, chiamata yud nella tradizione yiddish, non va quindi interpretata secondo la morfologia dell’ebraico biblico, ma secondo l’uso grafico yiddish, dove può indicare il suono vocalico «i» della sillaba finale -nir/-nier.

Nella gematria esiste una pratica chiamata ṣērûf, cioè combinazione o permutazione delle lettere, impiegata per esplorare il potenziale simbolico di una parola attraverso la disposizione dei suoi elementi. Poiché, nella simbologia cabalistica, la yōḏ rappresenta la «scintilla divina» e il principio della creazione, essa può assumere valore di lettera d’innesto all’interno di una lettura simbolica del nome.

Per il calcolo qui proposto non si assume dunque la grafia ordinaria Kushner, ma la forma affine Kushnir/Kushnier, diffusa in area slavo-yiddish orientale. In questa grafia, il cognome produce il seguente valore numerico:

Kushnir/Kushnier (קושניר)

qōf (ק) = 100
wāw (ו) = 6
šîn (ש) = 300
nûn (נ) = 50
yōḏ (י) = 10
rēš (ר) = 200

Totale: 666.

Questo è il valore secondo la gematria standard applicata alla grafia Kushnir/Kushnier. Il dato, pertanto, deve essere formulato con esattezza: non si tratta della gematria diretta della forma Kushner, ma della variante affine Kushnir/Kushnier.

Qualora si richiamasse il fatto che in antichi manoscritti dell’Apocalisse, per esempio nel papiro 115 di Ossirinco, P.Oxy. 4499, compare la variante 616 invece del più noto 666, occorre essere altrettanto precisi. Usando la gematria ridotta chiamata mispār qāṭān, cioè «piccolo numero», il calcolo ordinario di Kushnir/Kushnier si sviluppa in questo modo:

Kushnir/Kushnier (קושניר)

qōf (ק) = 100 → 1
wāw (ו) = 6 → 6
šîn (ש) = 300 → 3
nûn (נ) = 50 → 5
yōḏ (י) = 10 → 1
rēš (ר) = 200 → 2

La sequenza ridotta ordinaria è dunque: 1 + 6 + 3 + 5 + 1 + 2 = 18 = 9.

Il 616, quindi, non emerge come risultato regolare del mispār qāṭān. Può essere evocato soltanto mediante una lettura compositiva e selettiva delle cifre interne.

La wāw vale 6. La yōḏ e la lettera qōf valgono entrambe 1 nella riduzione numerica. La combinazione di šîn = 3, rēš = 2 e qōf = 1 dà 6.

Mediante questa lettura compositiva e speculare delle cifre ridotte, i numeri selezionati all’interno del nome Kushnir/Kushnier sono 6 e 1; disposti in sequenza, formano 616. Questo non va inteso come risultato ordinario del mispār qāṭān, ma come costruzione simbolica secondaria.

Azioni geopolitiche e personali di Jared Kushner, a oggi

Il primo elemento riguarda il patto di pace in Medio Oriente, cioè gli Accordi di Abramo. In qualità di consigliere senior della Casa Bianca, Jared Kushner fu una figura centrale del gruppo che lavorò agli accordi del 2020, attraverso i quali Israele normalizzò le relazioni diplomatiche con Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco e Sudan, senza risolvere la questione palestinese.

Il secondo elemento riguarda il legame con Gerusalemme e il Terzo Tempio. Kushner si collocò nella linea politica dell’amministrazione Trump che portò al riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e allo spostamento dell’ambasciata statunitense. La decisione formale fu annunciata da Trump il 6 dicembre 2017; l’ambasciata venne inaugurata a Gerusalemme il 14 maggio 2018, con Kushner nella delegazione presidenziale. Quella linea politica dichiarava inoltre di voler preservare lo status quo dei luoghi santi, incluso il Monte del Tempio/Haram al-Sharif.

Il terzo elemento riguarda i progetti di ricostruzione tecnologica e le smart cities. Attraverso il suo fondo di investimento Affinity Partners, sostenuto da capitali del Golfo, Kushner si colloca in una traiettoria che unisce finanza privata, diplomazia parallela e trasformazione tecnologica del Medio Oriente. Progetti come Project Sunrise, volto alla ricostruzione tecnologica e urbanistica di Gaza, con ipotesi di infrastrutture avanzate, resort, ferrovie, zone economiche e città intelligenti, rientrano in questa visione.

Vi è poi la «coincidenza» dell’indirizzo 666 Fifth Avenue. Per anni, la Kushner Companies ha posseduto il celebre grattacielo situato al numero 666 di Fifth Avenue, a New York.

Azioni geopolitiche e personali di Jared Kushner: progetti futuri

Jared Kushner risulta coinvolto nei negoziati e nei progetti collegati alla fase successiva del piano di pace per Gaza, in un quadro che prevede il disarmo di Hamas, una forza internazionale di stabilizzazione e una ricostruzione economica radicale della Striscia. A Davos ha presentato una visione di «New Gaza», con infrastrutture moderne, sviluppo immobiliare, poli produttivi e proiezione economica al 2035.

Vi è poi l’espansione degli Accordi di Abramo verso l’Asia Centrale, con il coinvolgimento di paesi a maggioranza musulmana estranei al Medio Oriente geografico, come il Kazakistan. Ne deriva una rete geopolitica transcontinentale che, in chiave escatologica, può essere letta come figura preparatoria di Gog e Magog.

Affinity Partners è inoltre tra i finanziatori di Brain Co., startup nata per aiutare grandi aziende e governi ad applicare l’intelligenza artificiale alle proprie operazioni centrali.

Kushner risulta coinvolto, insieme a Steve Witkoff, anche nei tentativi statunitensi di mediazione tra Russia e Ucraina. Si conferma così la sua capacità di porsi come figura di raccordo nei grandi teatri di crisi: Medio Oriente, Eurasia, guerra europea, ricostruzione postbellica e capitale tecnologico.

Anche il Jerusalem Post, il 10 settembre 2026, ha registrato questo salto di influenza, collocando Jared Kushner e Ivanka Trump al primo posto nella lista dei «50 Most Influential Jews of 2026». Il dato non prova nulla sul piano simbolico, ma conferma la percezione pubblica di Kushner come figura di peso transnazionale, al crocevia tra Washington, Israele, Gaza e il nuovo Medio Oriente.

I membri democratici della Commissione Giustizia della Camera hanno inoltre indicato che Affinity Partners avrebbe raggiunto circa 6,16 miliardi di dollari di asset under management. Anche qui il dato non prova nulla da solo, ma, inserito in questa sequenza simbolica, si aggiunge come ulteriore coincidenza numerica.

La bestia che sale dalla terra

Ap 13,11-18; cfr. Ap 14,9-11; 19,20

«Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone.

Essa esercitava tutto il potere della prima bestia in sua presenza, e faceva sì che tutti gli abitanti della terra adorassero la prima bestia, la cui piaga mortale era stata guarita. E operava grandi segni miracolosi, sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. E seduceva gli abitanti della terra con i segni miracolosi che le fu concesso di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di erigere un’immagine della bestia che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita.

Le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia, affinché l’immagine potesse parlare e far uccidere tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia. Inoltre, obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte.

Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome.

Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei».

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